By Published On: Febbraio 26th, 2026Categories: highlights, News

Un abilitatore tecnologico e finanziario che investe su impianti fotovoltaici per l’autoconsumo energetico delle PMI e che supporta la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) , evitandone l’indebitamento. Questo è l’innovativo approccio di Comunità Energetiche Spa, la piattaforma ternana di investimento nelle energie rinnovabili di Fiee Sgr Spa (acquisita nel 2020 dallo stesso Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica), che si pone sul mercato con una modalità innovativa rispetto ai propri competitor. Il quotidiano nazionale “La Repubblica” ne ha parlato con l’amministratore delegato Paolo Allegretti, in uno speciale pubblicato il 24 febbraio scorso e online a disposizione dei lettori.

Il ruolo vincente del produttore terzo

“Grazie alla credibilità e alla solidità finanziaria di Fiee, possiamo investire i nostri capitali su impianti di potenza compresa tra i 700 kW e il Megawatt, riuscendo a dare una risposta a uno dei problemi del mondo CER. Finora, infatti, la potenza media degli impianti fotovoltaici inseriti nelle configurazioni CER è piuttosto contenuta, analogamente al numero medio dei membri. Gli ultimi dati GSE, infatti, ci dicono che la capacità media degli impianti è di circa 66 kW con circa 10 membri per ogni CER. Il nostro è un modello di business integrato, che va dal PPA on-site per le imprese, alle CER stesse, fino all’Autoconsumo individuale a distanza. Per le PMI operiamo attraverso la valorizzazione dei tetti o di aree industriali e, con una configurazione SEU, ci colleghiamo al POD del cliente prima del contatore per la vendita diretta dell’energia a un prezzo competitivo. Qualora vi sia eccedenza di produzione, mettiamo l’energia rinnovabile a disposizione di una CER. Analogamente realizziamo impianti diffusi come produttore terzo proprio per le comunità energetiche e l’autoconsumo virtuale delle imprese“.

Un modus operandi che si integra con il dettato del Decreto Cacer in vigore dai primi mesi del 2024, che ha introdotto il sostegno economico alla condivisione di energia, attivando incentivazioni per l’autoconsumo di natura virtuale, all’interno di “regioni energetiche” circoscritte dalle cabine primarie. “Grazie a questa policy, che ha importato un modello europeo in Italia, riusciamo a mettere a disposizione di imprese e territori impianti con potenza superiore, ma comunque sotto il MW, supportando CER con un numero maggiore di utenti, diffondendo benefici sociali e supportando la transizione energetica”.

Repubblica Comunità Energetiche 24 febbraio 2026

La visione per il futuro delle CER

Il management di Comunità Energetiche Spa vanta un bagaglio di conoscenze e competenze maturato nel corso degli anni e che consente di osservare il mercato e gli scenari futuri da un punto di vista privilegiato.
Il cambio di paradigma dall’incentivazione della produzione a quello dell’autoconsumo e della condivisione – spiega l’ad Paolo Allegrettiha scontato una fase di incertezza normativa e di adattamento del mercato. Ora, però, il settore sta decollando e avrà una crescita repentina nei prossimi mesi. Per questo auspichiamo che la scadenza dei benefici del decreto Cacer, fissata al 31 dicembre 2027, venga prorogata. Va diffusa la consapevolezza che questo modello è utile al sistema, alle imprese e ai cittadini“.

Si tratta dunque di un modello sostenibile, come dimostra anche il caso concreto della Cer Marsica, di cui Comunità Energetiche Spa è sia produttore terzo sia soggetto aggregatore e tecnico-operativo, garantendo la gestione della piattaforma digitale e il supporto legale per i rapporti con il Gse.
Rispetto alla stagione degli incentivi rivolti alla produzione – conclude Allegretti – c’è la grande occasione di generare valore economico, sociale e di sostenibilità per il sistema delle imprese e per le famiglie. La condivisione dell’energia e l’autoconsumo contribuiscono, infatti, anche alla condivisione dei benefici attivati, permettendo di integrare più consumatori e più impianti, aumentando la resilienza della rete, sfruttando al meglio i fondi a disposizione non ancora impegnati, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo dei 5 GW condivisi e, soprattutto, aiutando l’autosufficienza energetica del Paese e il contenimento dei costi in bolletta”.